1915: la riforma
di Benedetto XV
1915: il 24 maggio l'Italia entra nella prima guerra mondiale
attaccando l'Austria
1917: il 1° agosto papa Benedetto XV lancia un appello contro "l'inutile
strage"
1917: il 24 ottobre a Caporetto gli austriaci costringono gli italiani a ritirarsi
1918: il 4 novembre, l'esercito italiano costringe alla resa l'esercito austriaco
La
riforma, approvata il 10 dicembre 1915 e in vigore dal 12 gennaio 1916, fu
voluta da Benedetto XV (1914-1922) per rafforzare l'unitarietà dell'associazione
e darle maggiore efficacia d'azione intuendo la necessità di accentuarne
il carattere religioso per distinguerla da altri tipi di iniziative.
[gli altri statuti]
La struttura viene rafforzata con la creazione
di un vertice di coordinamento dei vari rami.
Restano le tre Unioni, ma tutto si basa su due strutture portanti:
- l'Unione Popolare al vertice;
- la Giunta diocesana in periferia.
Al presidente dell'Unione Popolare spetta la presidenza della Giunta direttiva,
che è affiancata da un Consiglio Generale.
Nel 1920 vengono
istitutuiti i Consigli parrocchiali dell'ACI formati dai presidenti di tutte
le Associazioni e Opere apostoliche della parrocchia. Questa modifica salda
ulteriormente l'AC alla base popolare delle parrocchie.
Ecco la composizione della prima
Giunta direttiva eletta dal Consiglio Direttivo dell'Unione Popolare a Roma
il 23 marzo 1915:
- Giuseppe Dalla Torre, presidente dell'Unione Popolare
- Stanisalo Medolago Albani, presidente dell'Uniono Economico Sociale
- Ottorino Gentiloni, presidente dell'Unione Elettorale
- Paolo Pericoli, presidente della Società della Gioventù Cattolica
- Maria Cristina Giustiniani Bandini, presidente dell'Unione Donne Cattoliche
- altri sei eletti tra cui don Luigi Sturzo con le funzioni di segretario